L A    R I V O L T A     D E I      M I S S E R I O T I        

              

 A  N  T  E  F  A  T  T  O

Gli abitanti della frazione di Misserio si resero protagonisti nel 1948 di una importante, quanto famosa,rivolta nei confronti del comune di S.Teresa di Riva.Le frazioni di Misserio e Fautarì,poste a otto chilometri da S.Teresa di Riva rimasero isolate ,per la mancanza della strada di collegamento con il centro abitato di S.Teresa.Sin dagli anni ’20 gli abitanti di Misserio,Fautarì, Rogani, S.Carlo, Artale, Misitano e Rimiti ogni mese per potersi recare alla fiera del bestiame che si teneva sulla spiaggia di S.Teresa,nel quartiere Bucalo,si dovevano alzare alle tre di notte,preparavano gli armenti,sellavano i cavalli,i muli,gli asini,si disponevano in lunghe carovane e,quando era tutto pronto s'incamminavano lungo la strada in terra battuta che costeggiava il torrente Savoca. D'estate,quando il letto del torrente Savoca era asciutto,allora erano più lievi le sofferenze e i disagi a cui andavano incontro,ma d'inverno, che era ancora buio accendevano la lanterna a petrolio,di quelle che portavano i carettieri e chiacchierando e cantando si avviavano a percorrere il letto del torrente e  quando c'era acqua,il lungo percorso diventava assai disagevole ed incredibile erano le peripezie.Praticamente ogni anno bisognava rifare il tracciato della strada (vedi foto)in quanto le acque del torrente distruggevano tutto. Nonostante vari solleciti mai nessuno si attivò per la realizzazione di detta strada di collegamento .

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Così fu che nel dicembre del 1948 successe che ci fu un'ammalata, ’mari Pippina Spadaro, che aveva dibisogno di essere ricoverata ed essendo il torrente Savoca in piena non si potè trasportare, inoltre chi doveva andare a lavorare alla marina non potè scendere,scarseggiarono pure i generi alimentari e le medicine che venivano portati da S.Teresa. Tale situazione di forte disagio spinse il 26 dicembre del 1948 gli abitanti della frazione ad inscenare una protesta clamorosa. Incuranti delle condizioni atmosferiche proibitive,gli abitanti di Misserio e Fautarì, marciarono verso gli uffici del Comune di S.Teresa per esprimere la loro protesta, inquanto erano condannate ad essere isolate, perchè prive di una strada di collegamento.Armati di forconi, bastoni, picconi e di quant’altro trovarono,chi a piedi,chi a dosso del mulo o dell’asino si diressero malintenzionati verso la marina.Tra i presenti c’erano tante donne che pare fossero le più inferocite, arrivate a Sparagonà nei pressi del ponticello ferroviario decisero di bloccare,per protesta,il passaggio del treno. E così fu.Saliti sulla linea ferrata si distesero lungo i binari,fino ad arrivare nei pressi della stazione ferroviaria e bloccarono il treno in transito.Ci fu l’intervento dei carabinieri, ma niente e nessuno potè trattare con i rivoltosi.In seguito,dopo l’intervento  del sindaco l’ing. Giuseppe Trimarchi e del Prefetto,(che i rivoltosi,in modo ironico chiamavano” il Perfetto”)che promisero il dovuto interessamento finalmente la rivolta fu sedata. Vi furono delle persone denunziate e condannate con la condizionale, per il loro “insano” gesto.

  S E C O N D O       E P I S O D I O      N E L    1 9 6 2            

A seguito di questa clamorosa protesta furono fatte tante promesse e dopo tanto interessamento da parte dei politici locali,nel 1961 ci fu il finanziamento del primo lotto di cinquantamilioni di lire,per potere realizzare la strada.Ma nel marzo del 1962 ci fu,ancora una volta,il torrente in piena per parecchi giorni e così la frazione rimase nuovamente bloccata e pure in quella occasione ci fu un’ammalata che non potè essere ricoverare.Prontamente interessato il Prefetto dott. Varinò,da parte del Sindaco il comm. Angelo Trimarchi,inviò i primi aiuti più urgenti onde consentire il trasporto dell’ ammalata all'ospedale.I Militari appartenenti alla Legione territoriale dei Carabinieri di Messina aprirono un varco per consentire il passaggio alle auto in località Rapone, affinchè le stesse fossero in grado di raggiungere il centro isolato.L'autoambulanza che seguiva la campagnola dei Carabinieri rimase bloccata dalla furia delle acque del torrente Savoca,in piena,e dovette essere abbandonata nei pressi della frazione Giardino,non essendo stato possibile,ai militari,di poterla trainare con robuste corde fino a Misserio . Nel frattempo una delle ammalate più gravi,la sig.ra Carmela Angela Fleri,fu trasportata all’Ospedale Piemonte di Messina su una Jepp “campagnola” dei Carabinieri.

 Per gli altri ammalati,un po’ meno gravi,si dispose che dei medici di S.Teresa si recassero sul luogo per curare chi ne avesse dibisogno.E così alcuni medici furono trasportati dai militari della Legione dei Carabinieri,sul posto.Gli ammalati erano Lucia Spinelli,Saro Leo e Vincenzo Mantarro.Fu disposto anche l’invio in zona di un elicottero per il trasporto degli ammalati,ma la mancanza di una ampio spazio,non  consentì’ l’atterraggio.I militari dell’Arma dei Carbinieri,i quali al comando del ten.D’Ambrosio,si prodigarono in tutti i modi per aiutare la popolazione.

 

 C  O  N  C  L  U  S  I  O  N  E

Superata questa prima fase di aiuti,finalmente le promesse,per la realizzazione della strada di collegamento,furono mantenute e così nel 1966 con l’Amministrazione capeggiata dall’allora Sindaco Giuseppe Caminiti,fu finanziato il secondo lotto di  per potere così completare la tanto sospirata strada.E così a piccoli lotti finalmente la strada fu completata.Naturalmente per avere questi finanziamenti ci furono vari interessamenti,tra tanti,il più incisivo fu quello del reverendo Padre Nunziato Mantarro,parroco di Misserio,che tanto si prodigò scrivendo lettere,anche minacciose, a tutti gli amici onorevoli di turno.

 

   R I N G R A Z I A M E N T I

   Ringrazio tutti i cittadini di Misserio per la disponibilità e per tutte le notizie fornitemi,in modo   particolare Padre Nunziato Mantarro.Per la preziosa foto ringrazio il sig. Pippo Nunzio.