| BREVE STORIA DELLA TARGA FLORIO ( 1906 - 2006) | |
| di MELINA PATANE' e GABRIELE CAMELIA - consulenti storici per i festeggiamenti del centenario | |
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La Targa Florio non è solo la corsa più antica del mondo, ma rappresenta , nello svolgersi di quasi un secolo ,il fulcro di un mondo fatto di motori, cultura, costume colori e sapori espressioni di una SICILIANITA’ che varcando i confini italiani ha esportato nel mondo una delle migliori immagini di sé. Artefice di questa memorabile avventura, fu Vincenzo Florio, figlio cadetto di una delle più rinomate famiglie patrizie siciliane; una famiglia di lungimiranti imprenditori che , grazie alle molteplici attività industriali, era riuscita a realizzare un impero economico in grado di confrontarsi con le più prestigiose case regnanti europee.Vincenzo era rimasto affascinato dal nuovo mezzo di trasporto, l’automobile ,fin dal suo primo apparire; a Palermo, nei giardini del parco della Favorita ,ancora giovinetto scorrazzava con le prime De Dion Buton e ,poco più che ventenne ,aveva già avuto esperienza nel campo delle corse sia come gentleman driver che come organizzatore . |
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Proprio a Lui si deve ,infatti, la realizzazione della Coppa Florio , disputatasi in varie località del Nord –Italia , per ben sette edizioni. Però, il suo desiderio era quello di organizzare un evento sportivo in terra di Sicilia, nel paesaggio più improponibile per una corsa automobilistica : l’imponente,quanto impervio scenario delle Madonie.Nacque così il 6 maggio 1906, la Targa Florio, che si snodava per i 148 Km del Grande Circuito delle Madonie , destinata ,in breve tempo a diventare un appuntamento immancabile per tutti gli amanti dei motori, fossero stati piloti , Case costruttrici o semplicemente appassionati. Località come Bonfornello, Cerda ,Caltavuturo, Petralia Soprana ,Isnello, Collesano, precedentemente sconosciute e nemmeno segnate nella carta geografica, acquisirono risonanza internazionale , percorse in lungo e largo da piloti di varie nazionalità , a bordo di marche prestigiose o su anonime vetture di serie ; importante era ,in fondo, poter dire “ Ho fatto la Targa !”. |
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La storia della corsa siciliana conobbe varie vicissitudini, condizionata anche dagli eventi storici ; subordinata alle interruzioni di due guerre mondiali, spesse volte incerta per le alterne fortune finanziare del suo ideatore , molte volte ostacolato politicamente.Tuttavia , Don Vincenzo ,riuscì sempre e in ogni modo a far sopravvive la sua creatura, inventandosi la formula del Giro di Sicilia , o l’edizione di regolarità. , per non fare mai perdere continuità alla corsa , nella quale profuse energie , conoscenze ed averi , fino a depauperare i resti dell’ormai esiguo patrimonio .Così , per 17 edizioni, di cui 6 concomitanti con la Targa , il Giro di Sicilia si sviluppò lungo il perimetro isolano, percorrendolo sia in senso orario ( Cefalù, Messina , Catania , Siracusa etc. ) , che antiorario ( Palermo, Trapani, Marsala, Agrigento, etc. ) e , nel quadriennio 1937 – 1940 , la corsa venne spostata al Circuito della Favorita , a Palermo dove veniva svolta la cosiddetta “ Gara delle vetturette “. Nel periodo post-bellico la corsa tornò a disputarsi sulle Madonne, lungo le quasi mille curve del Piccolo Circuito, di Km 72 , utilizzato ininterrottamente dal 1951 al 1977. |
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La svolta fondamentale nella storia della Targa , avvenne nel,1955 quando le venne conferita validità mondiale , diventando prova del Campionato Internazionale Marche, riservato alle vetture Sport Prototipo e Gran Turismo.Conservò tale titolazione dal 1958 al 1973 ;sono questi gli anni di maggior fulgore della corsa,che di anno in anno si trasformava in una Kermesse , una vera festa popolare dello sport.Tutte le Case automobilistiche scendevano alla Targa, perché era una vetrina di grande prestigio e vincere la gara, significava affermarsi in campo mondiale.La Marca che vinse il maggior numero di edizione , fu la Porsche ,con 11 vittorie,seguita dall’ Afa Romeo ( 10 ) e dalla Ferrari ( 7) ; successi significativi vennero conseguiti da Lancia , Maserati, Mercedes, Bugatti, quest’ultima dominatrice negli anni venti ,con cinque vittorie consecutive dal 1925 a1 1929.I veri protagonisti della gara erano i piloti, alcuni dei quali venivano ammantati di leggenda ,come il mitico Tazio Nuvolari, di cui si ricordano le gesta memorabili alla Targa del 1930 e ’31 e il suo antagonista Achille Varzi. |
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Primo fra tutti ad .entrare nella storia della corsa siciliana fu Alessandro Cagno, vincitore della prima edizione ; a lui si accompagnano i nomi dei pionieri Nazzaro ,Lancia , Ciuppa , Ceirano, Masetti, il Leone delle Madonie, tra l’altro con il triste primato di essere stato la prima vittima tra i piloti nella gara del 1926.Lo stesso Enzo Ferrari ,ce poi diventerà il leggendario “ Drake “, si cimentò nei tornanti madoniti , piazzandosi al secondo posto nel 1920.Negli anni cinquanta/ sessanta si ricordano i nomi di Ascari , Villoresi, Taruffi, Fangio, Castellotti, Musso, Biondetti, Maglioli, quest’ultimo vincitore per tre volte del prestigioso riconoscimento. Tra i piloti stranieri occorre menzionare Von Trips, Gendebien, Collins, Moss, i fratelli Rodriguez, Bonnier, Muller, Van Lennep, Elford.Protagonista indiscusso negli sessanta fu l’eroe locale Nino Vaccarella, poi chiamato il “ Preside Volante”, con all’attivo nel suo palmares tre primi alla Targa Florio del 1965, 1971 ,1975. |
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Numerosi i piloti siciliani che si resero protagonisti nella storica gara, alcuni passati agli onori della cronaca, altri semplicemente oscuri partecipanti , ma tutti animati dallo stesso orgoglio.Meritano di essere ricordati ,a partire dagli anni venti ,Cucinotta , pilota messinese in gara con una Bugatti ,Consiglio, Mario Piccolo, Trombetta, il palermitano Magistri, il barone Antonio Pucci, vincitore dell corsa nel 1964, Musmeci, Coco, Vincenzo Arena, Latteri, Alfonso Merendino, alias “Apache”, Angelo Rizzo “Radec”, il roccalumerese Perrone “ Zerimar”.Particolare menzione spetta al santateresino Natale Briguglio e ad Antonio Perrone, i quali furono in assoluto i primi piloti della riviera ionica a correre la Targa nel 1950.Inoltre, ricordiamo il santateresino Francesco Fiorentino, più volte presente alla Targa , con la Fiat 8 V , e con la Matra Jet 6 e Giovanni Giordano, protagonista a bordo di una Ferrari 250 Gt e di una Osca MT4.Dopo il 1973 , la Targa Florio, venne esclusa dal Campionato Mondiale Marche, perché lo storico circuito ,mal si confaceva alle potenti vetture sport ; una politica poco oculata spense la speranza che venisse costruito un circuito più funzionale e la rinomanza della gara si affievolì poco a poco.Le ultime edizioni furono appannaggio dei piloti siciliani ( Vaccarella, Amphicar con Floridia , “Apache” con Restivo). |
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L’epopea della Targa si chiuse il 15 maggio 1977 : finiva la storia, iniziava la leggenda. |
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