| PARLA DON CARMELO MANTARRO di Giuseppe Puglisi |
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“Solo fango su di me, parole in libertà che mi sporcano fuori, ma mi lasciano pulito dentro”. Sembra lo spot di un detersivo, ma a parlare è don Carmelo Mantarro, parroco settantenne della chiesa di Porto Salvo di Santa Teresa di Riva e di Allume e Sciglio (frazioni di Roccalumera), da una settimana al centro dell’attenzione generale per la boccaccesca vicenda “rivelata” dalla sua (ormai) ex perpetua, la trentanovenne brasiliana Silvia Gomez de Souza, la quale ha raccontato ai carabinieri di Roccalumera che gli incendiato i mobili della villetta di contrada Landro a Nizza di Sicilia “per gelosia” visto che don Carmelo l’avrebbe lasciata per correre dietro ad un’altra sottana. “Ma quando mai – dice il parroco, che per quattro giorni si è reso uccel di bosco – l’ho accolta in casa e l’ho trattata come una figlia, era disperata, le ho dato un tetto, un lavoro ed un tozzo di pane. E’ vero, mi si era affezionata, come capita a chi si è smarrito e di aggrappa al primo scoglio che trova. Le sue sono tutte fantasie partorite da una donna che ha serie problemi psichici”. Padre Mantarro accoglie i giornalisti sul sagrato della sua chiesa di Santa Teresa di Riva, appare tranquillo, dice si essere sereno, ma si vede che è teso, che ha molto da dire e non vuole più tenersi questo peso sullo stomaco. --- Padre, domandiamo, nessuna relazione con la brasiliana, niente amore? “Sono un mucchio di fandonie dettate ai carabinieri da una mente alterata, da una esibizionista che parla prima di pensare e senza pensare alle conseguenze che le parole hanno”. --- Ma Silvia parla di lettere e foto compromettenti. Lei quelle lettere le ha scritte? “Le ho scritto qualche volta quando era a Buenos Aires, cercando di confortarla, di mostrarle affetto dicendole che la mia casa qui per lei era sempre aperta, che non doveva disperare e che tutto si sarebbe aggiustato”. ---- Che cosa era andato storto? “Stava male, più volte era dovuto intervenire il 118 per assisterla, in ospedale era stata curata. Ma si era convinta di avere una malattia incurabile, temeva di morire, e come ultimo desiderio mi aveva chiesto di farla cremare. Si era fissata con questa malattia, che secondo i medici non era nulla di veramente irreparabile, ed aveva cominciato a dare di testa, fino a quando la situazione era divenuta insostenibile”. ---- E l’ha licenziata... “Nessun licenziamento, anche perchè non era stata mai assunta nè come badante nè come perpetua. Lei riceveva vitto e alloggio ed una piccola somma per accudire alle mie residenze di Nizza, Roccalumera e S.Teresa, alle chiese di Allume e Porto Salvo. Ma quello che in effetti riceveva era molto di più”. ---- E dopo, per ripicca, le ha bruciato la casa. “Quattro vecchi mobili, niente di più. Ma sono stato costretto a presentare denuncia solo per tutelarmi da future scorrerie, per impedirle di fare altri danni. Mi rendo conto del suo smarrimento psicologico e per questo l’ho già perdonata, ma so che sarà la sua coscienza a rimorderla, da me non deve temere nulla”. ---- Padre, perchè è venuto allo scoperto dopo quattro giorni, perchè è scappato? “Scappato io? Sono stato sempre qua. Ho detto messa dalle Suore ed ad Allume. Non vado a Roccalumera per ovvie ragioni, ora uso una abitazione qua vicino. Perchè dovrei scappare? Ho la coscienza pulita, sono sereno, il fango che mi hanno lanciato addosso mi ha solo sporcato il vestito, la mia anima è pulita”. Ed annuncia che domenica ai fedeli durante la messa delle 10 leggerà, per non farsi prendere dall’emozione, una nota con la quale spiegherà ogni cosa e fugherà ogni dubbio. Ed aggiunge che già undici giorni prima dell’accaduto aveva informato la curia di quanto stava accadendo con la sua perpetua, di come questa donna fosse diventata “strana”. Non pronuncia mai il nome di Silvia, padre Carmelo Mantarro (nome e cognome, perchè a S.Teresa c’è un altro padre Mantarro, Nuniato, pure lui originario di Misserio, ed è meglio mettere i puntini sulle i) quasi a volerlo esorcizzare e chissà, cancellare dalla memoria. Ma il “file” si riapre sotto l’incalzare delle domande. ---- I suoi parrocchiani di Allume dicono che è un prete poco convenzionale. Anche a S.Teresa le rimproverano qualche esuberanza? “Che vuol dire, dovrei girare con le mani giunte. Nei piccoli paesi è così, i pettegolezzi non risparmiano neanche un prete di campagna”. ---- Come mai ha fatto celebrare il matrimonio con il pensionato di Allume a Roccafiorita? “Questi sono fatti privati, anche se si è trattato di un matrimonio civile. Ma sono fatti personali, non mi interessano”. E poi a microfoni spenti ed a taccuini chiusi si lancia in una considerazione “Forse mirava a qualcosa di più dei 700 euro al mese”, lascia cadere li, e si allontana con il passo felpato di chi sa di avere (o vuole dare ad intendere) l’anima leggera, verso il pranzo che lo aspetta nella casa di fronte, preparato da un’altra perpetua. Molto più vecchia della “Vivacissima Silvigna”. Prossimo appuntamento domenica mattina alle 10 per la messa (con omelia) nella chiesa di Porto Salvo. 14/09/2006 |