CARMELO LA FAUCI "NASSER" SE NON CI FOSSE BISOGNEREBBE INVENTARLO

di Giuseppe Puglisi

Il vero ed unico “informatutto” di Santa Teresa di Riva è lui, ovvero “Nasser”. Al secolo Carmelo La Fauci, 67 anni per meno di un metro e cinquanta di altezza, un vero “personaggio” a Santa Teresa di Riva, e non solo. Ha fatto tutti i mestieri: panettiere, manovale, scaricatore, bracciante ma la sua vera passione sono il calcio (Juventus) e la politica (destra). Aveva cominciato a farsi notare nel mondo del calcio dilettantistico della nostra riviera negli anni Sessanta quando cominciò a fare il “massaggiatore”, una specie di apprendista stregone alle direttive di Aldo Leo, altro “stregone” del nostro calcio amatoriale. Nasser era velocissimo a portare acqua e conforto ai calciatori infortunati, spesso massaggiava articolazioni che non erano affatto quelle giuste o spruzzava acqua laddove non era necessario, ma era insostituibile con il suo olio canforato per svegliare i muscoli o con la Sifcamina, pomata antidolorifica di allora a cui si chiedeva l’impossibile. Tutti lo conoscevano, tutti lo cercavano, e lui sempre pronto a scattare. Le sue doti di resistenza le volle saggiare anche in una competizione quasi ufficiale, le Joniadi del 1962, quando, volle cimentarsi sulle orme dell’olimpionico etiope Abebe Bikila che correva a piedi nudi, sul fondo. Partì a razzo, accumulò tanto vantaggio, sembrava volare sulle ali della vittoria, lui piccolo e nero, che aveva sempre dovuto gioire per le vittorie degli altri. Poi però pagò lo sforzo iniziale, il gruppo pian piano lo riprese e tramontarono così i sogni di gloria di Carmelo Nasser. Soprannome questo che gli venne affibbiato ufficialmente da un altro “grande” degli anni Sessanta, Carmelo Saccà “Bavalacco”. “Stavamo andando ad Alì Terme a vedere i quadri (le locandine della programmazione, ndr) al cinema Vittoria – racconta oggi Carmelo “Nasser” . Io guidavo una moto Beta 125 e dietro c’era seduto Carmelo Saccà. Giunti a Nizza, prima della fatidica curva, Carmelo mi disse qualcosa, mi girai perchè non avevo sentito bene, e proprio in quell’attimo mi comparvero davanti curca e fontana. Non feci in tempo ad evitarli, ed andai dritti verso il quartiere San Giovanni sbattendo contro la fontana”. Lo portarono all’ospedale accompagnato dal suo inseparabile amico “Bavalacco” il quale nel declinare al posto di pronto soccorso le generalità del ferito, lo appellò come Carmelo Nasser. Il giornale il giorno dopo raccontò l’incidente e Carmelo La Fauci divenne per tutti Nasser. Ma non finì lì, perchè il padre Onofrio La Fauce,  un autista di auto a noleggio, quando andò a trovarlo in ospedale non lo trovò: non risultava ricoverato alcun Carmelo La Fauce! Tornando agli anni “nostri”, và ricordato il Nasser massaggiatore nel Milan Club dei fratelli Puglisi, nell’Indipendente di Nino Franchetti e Luigi Lundi, nell’Interionica di Carmelo e Saro Scarcella, nell’Interclub di Federico Smiroldo. Poi il calcio finì, gli diedero anche una medaglia quando chiuse attività di massaggiatore. E cominciò con la politica. Da premettere che lui è stato sempre di destra. Movimento Sociale, Destra Nazionale, Alleanza Nazionale. Da lì non si è mai mosso. Ma nella politica paesana è stato sempre contro il sindaco in carica, ed il bello è che alle elezioni ha scelto sempre il cavallo perdente. Sarà per una forma mentis. Sta di fatto che sulla politica paesana (e non solo) è informato di tutto. A modo suo, certo, ma conosce tutto, anche i retroscena. Non solo, ma non avendo peli sullo stomaco, appena sa una notizia non vede l’ora di spiattellarla ai quattro venti. La gente lo sa, gliene inventa di tutti i colori, e lui beve come fosse acqua di fonte, felice di potere annunciare urbi et orbi le “novità” di giornata. E si accende subito se qualcuno lo contraddice. Passatempo, questo, di quanti lo conoscono e sanno di questa sua debolezza. Basta dargli il là e lui parte per la tangente, riuscendo a tenere banco e testa a tutti. Se non ci fosse, bisognerebbe inventarlo.