SARA' DEMOLITO IL TEATRO VAL D'AGRO'  di Giuseppe Puglisi
Il teatro Val d’Agrò sarà demolito. Ormai il destino è segnato: i proprietari hanno deciso di demolirlo dopo anni di chiusura e di costruirci un edificio per civile abitazione. Quello che il 17 dicembre del 1994 al momento della inaugurazione venne definitivo il fiore all’occhiello della riviera ionica in un periodo in cui di questi spazi non ce n’erano, ora farà spazio ad un complesso residenziale. “Di pazienza ne abbiamo avuta sin troppa – spiega Marcello Famulari, figlio di uno dei due proprietari dell’edificio,  i fratelli Giuseppe ed Augusto Famulari - aspettando che le istituzioni si muovessero per salvare il teatro, ma dopo averci rimesso soldi e pazienza, non era ancora il caso di continuare”. La decadenza del teatro Val D’Agrò cominciò nel 2000 quando il presidente della associazione che lo aveva realizzato, Pina Smiroldo, si dimise, per contrasti con il direttore artistico Vittorio Bruno. Da li a poco il teatro sommerso dai debiti chiuse i battenti e la compagnia stabile che vi era ospitata si disperse in mille rivoli.  E dire che quella fredda serata del dicembre di 12 anni fa quando venne inaugurato, si gridò al miracolo. In poco tempo e con la sola forza economica dei soci, quel locale che negli anni era stato sala di ricevimenti e palestra, divenne il più bel teatro della riviera. Centocinquanta poltroncine di velluto rosso, bar, camerini: era veramente un piccolo gioiello. L’associazione che lo realizzò, impegnandovi circa 300 milioni di lire, aveva ai vertici, oltre alla già citata Smiroldo, Agatino Caminiti, Miriam Saglimbeni, Flavia Famulari, Giuliana Vicenza. La compagnia stabile era quella dei Liberi attori siciliani, con direttore artistico Vittorio Bruno, che debuttò il 20 gennaio 1995 con la commedia brillante “Alfio Lapi” scritta dallo stesso Bruno. Un abbonamento costava 90 mila lire. Le cose andarono bene per un pò fino al 1998 quando gli abbonamenti si ridussero drasticamente. Intervennero i comuni della Valle e la Provincia (era assessore alla cultura Carlo Lo Schiavo) che sottoscrissero centinaia di abbonamenti che destinarono ad anziani e studenti, ed il teatro riprese a camminare con le sue forse. Fino allo strappo del 2000 con le dimissioni di Pina Smiroldo e la feroce polemica che ne seguì, per giungere stancamente fino al 2002 quando arrivò lo sfratto. Da allora il sipario del teatro Val D’Agrò non si è più rialzato. Ora è pronto il de profundis. Nella totale indifferenza di Comune, Consorzio Val D’Agrò, Unione dei Comuni delle Valli Ioniche, inutili macchinette mangiasoldi che  ai casinò di Las Vegas sono state proibite da un bel pezzo. 08/11/06

foto dell'inaugurazione del teatro Val d'Agrò, avvenuta il 17 dicembre 1994. Tra gli altri si riconoscono ,Nino Bartolotta, sindaco di S.Teresa di Riva con la moglie, Pasqualino Scarcella assessore allo spettacolo, il consigliere provinciale Gaetano Saglimbeni e sullo sfondo Salvatore Triolo ,attore e regista della compagnia teatrale "S.Maria del Carmelo ".