| ESPOSTE A ROMA AL VITTORIANO LE SCULTURE "REFLEXA" DEL MASETRO NINO UCCHINO - DAL 4 AL 22 OTTOBRE - | |
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Nelle 25 opere realizzate dall'artista dal 1994 ad oggi,
l'acciaio racconta un presente sempre contemporane. Salde sculture in acciaio battuto
dalle forme morbide, accompagnate da specchi rilucenti e materia magmatica
addensata come lava incandescente, nera come la pece o luminosa come il fuoco,
oppure illuminata da riflessi argentei, dal 4 al 22 ottobre, animeranno la
Sala del Giubileo del Vittoriano per la personale “Reflexa. Sculture di Nino
Ucchino”.
Anche il Cinit è partner nell'organizzazione
della Mostra in quanto Nino Ucchino, responsabile di un Cineforum
aderente al Cinit, con sede a di Savoca, è artefice di numerosi ed
importanti eventi culturali, soprattutto estivi. Una mostra che è un viaggio nel tempo, attraverso le venticinque opere realizzate
dall’artista dal 1994 ad oggi, con l’acciaio “un metallo freddo e inerte che,
però, può avere un’anima se si è in grado di utilizzarlo nel modo giusto – ha
spiegato Nino Ucchino – e lo stesso titolo della mostra, dato dal critico
Francesco Gallo, ha un significato ampio, legato ai riflessi della luce, creati
proprio da questo metallo. L’imput per le mie opere è stato dato da un’idea, da
una suggestione del Caravaggio, che mi ha fatto pensare all’uso della luce e del
buio; nei miei lavori la prima è metafisica a assorbe tutto ciò che è davanti,
mentre il buio è ciò che è dentro la storia, è un fatto molto reale, che rimanda
all’idea di contemporaneità. Le mie sono opere sempre presenti, perchè
riflettono le persone, la storia e la vita attuali, un po’ come se fossero delle
telecamere accese sul mondo: oggi riflettono il presente e domani rifletteranno
e racconteranno altri momenti presenti in quel tempo, quindi non perdendo mai la
prerogativa di contemporaneità. Inoltre, le mie sculture hanno una base in
legno, le cui venature raccontano non solo la vita del legno stesso, ma sono
anche metafora della vita stessa. Quindi, attraverso la mia arte astratta e
raffigurativa, attuo un racconto continuo. E’ molto difficile essere
contemporanei – ha continuato Ucchino - esigenza questa che comporta fatica e
responsabilità a causa del passato, un gancio di sicurezza al quale ispirarsi,
ma anche una bella zavorra,”. I titoli delle sculture di Ucchino hanno titoli
particolari e in evoluzione “sono provvisori, cambiano di volta in volta, a
seconda di quanto riflesso al momento dallo specchio e, solo quando approderanno
ad una collezione definitiva, troveranno un nome non più temporaneo” – ha
spiegato l’artista. |
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