LO STORICO LEGAME TRA LA CHIESA S. NICOLO’ DI SAVOCA E

LA CHIESA MADONNA DEL CARMELO DI SANTA TERESA DI RIVA

Nella ispezione iniziata il 4 ottobre 1786, su incarico dell’Archimandrita di Messina Giovanni Di Gregorio, all’Abate di Savoca Don Felice Storiale, accompagnato in processione dal clero convocato col suono delle campane, risultò che nel territorio di Savoca esistevano ben 25 chiese  di cui 7 nella Marina di Savoca. Le chiese della Marina erano, a onor del vero, delle cappellette private (qualcuna lo ancora oggi-vedi chiesetta di S. Gaetano sita nella omonima frazione di S.Teresa di Riva) ed erano le seguenti: 1 - Chiesa di S.Rosalia (nella frazione Rina - esistente); 2 - Chiesa di S.Francesco di Paola (nella contrada Catalmo - esistente ); 3 - Chiesa di S.Maria di Portosalvo (nel quartiere Barracca – demolita nei primi anni ’60); 4 - Chiesa S.Maria della Sacra Lettera (nel quartiere Bucalo - demolita nel 1929 - vedi foto); 5 - Chiesa di S.Gaetano (nella frazione S.Gaetano - esistente); 6 - Chiesa di S.Maria della Sacra Lettera (a Furci – esistente) ; 6 - Chiesa di S.Antonio Abate (a Furci contrada Disi - esistente). Nessuna delle suddette chiese era però sacramentale, cioè non avevano un sacerdote che celebrasse messa in modo stabile;ogniqualvolta il prete scendeva da Savoca e dopo aver celebrato la Santa Messa se ne ritornava,per poi venire successivamente in altre occasioni. Ciò creò tra i fedeli marinoti delle lagnanze presso la Curia di Messina,ma naturalmente i potenti aristocratici savocesi riuscirono per tanto tempo a mantenere  stabile la situazione.

        CHIESA S. NICOLO' DI SAVOCA

Dopo oltre trent’anni dalla visita dell’Abate Storiale, nel 1818 l’anziano Archimandrita Di Gregorio in persona visitò le suddette chiese appartenenti al territorio savocese.Giunto nella chiesa di Bucalo,dedicata al Sacro Cuore di Gesù ( ma dove già dai tempi dei padri Gesuiti si praticava il culto verso la Madonna del Carmelo),ricevette una supplica da parte dei fedeli ,i quali chiesero che la loro piccola chiesa divenisse sacramentale,in quanto ormai la marina aveva raggiunto un numero sufficiente di presenze e quindi non poteva rimanere senza un sacerdote permanente che dicesse messa. Naturalmente una chiesa per essere elevata a sacramentale,doveva avere delle rendite proprie sicure al fine di garantire la funzionalità è questo era ancora impossibile,visto il modesto sviluppo economico che aveva allora la Marina. Ma l’Archimandrita prese a cuore la questione e il 25 febbraio 1823 inviò al Santo Padre Pio VII° una richiesta dove spiegava che “…gl’infelici abitanti della marina di Savoca si è veduto la necessità di aprile colà una chiesa Sacramentale,mancando però essa pressoché interamente di rendite con cui supplire,alla occorrente,sua manutenzione nonché al necessario mantenimento di uno sacerdote cappellano, supplica umilmente vostra Santità a volergli benignamente accordare la facoltà di potere applicare alla medesima le rendite della chiesa di S.Nicolò situata nell’alto di Savoca….”.Quindi l’Archimandrita fece richiesta al Santo Padre affinché le rendite della chiesa di Savoca di S.Nicolò (chiesa dove è custodita la statua di S.Lucia-vedi foto) fossero devolute alla chiesa di Bucalo. Esattamente un anno dopo il 23 febbraio 1824 così predispose Sua Santità “...che le rendite appartenenti alla chiesa di S. Nicolò fossero addette alla chiesa nuova Sacramentale aperta nella marina di Savoca il diritto è ducato uno e grana 30…

                   CHIESA SACRO CUORE DI GESU' DEMOLITA IL 29 GIUGNO 1929

Così dal 1824 la chiesa di Bucalo,divenne Sacramentale.Ciò creò naturalmente dei malcontenti nell’aristocrazia savocese in quanto,questo “privilegio” dato alla chiesa di Bucalo era sicuramente un pericoloso segnale per quanti chiedevano con insistenza l’Autonomia della Marina da Savoca. Inoltre bisogna ricordare che il 23 luglio del 1820 e poi a marzo dell’anno successivo, don Angelo Caminiti di Sparagonà con una dozzina di volontari insorsero contro Savoca, saccheggiando la sede municipale, bruciando registri,documenti ecc. Quindi,alla luce dei suddetti movimenti rivoltosi,la rendita spettante alla chiesa di Bucalo fu sì elargita,per come stabilito dal Santo Padre, ma per quanto riguarda l’invio di un sacerdote neanche a parlarne. Nonostante che nel 1854 la Marina ottenne la tanto agognata Autonomia amministrativa e la nascita del nuovo Comune di Santa Teresa,per ottenere l’Autonomia,quella spirituale,ci volle un apposito decreto del 2 novembre nel 1863.Così ottenuta l’autonomia spirituale a dicembre del 1863 fu nominato,dal Sindaco di Santa Teresa don Luigi Trischitta,il primo sacerdote di Santa Teresa nella persona di don Sebastiano Scarcella che officiò,nella chiesetta di Bucalo,fino al 1879. La bolla della fondazione della Parrocchia risale al 18 agosto 1886 mentre con delibera comunale n° 29 del 1888 S.Maria del Carmelo divenne la Patrona di Santa Teresa di Riva che viene festeggiata ogni anno il 16 di luglio.