IN RICORDO DI MARIO MUSCOLINO ( 22 marzo 1935 - 25 luglio 2002)
 

 

 

 

 

“ Nobile uomo fulgido maestro e oratore, stella, luce, fulcro della famiglia. Ha somatizzato le più alte virtù dell’animo umano, consegnando un ricordo indelebile nella mente e nei cuori di quanti lo hanno conosciuto e amato” , questo è l’epitaffio che si legge sulla tomba del maestro Mario Muscolino, nato ad Antillo il 22 marzo del 1935 e stroncato da un infarto, mentre era sul balcone di casa sua a S.Teresa di Riva il 25 luglio del 2002 , all’età di 67 anni. Mario Muscolino era un personaggio famoso in tutta la provincia per il suo costante impegno in politica, più volte candidato alle comunali e alle provinciali (nel ’94 aveva ottenuto 736 preferenze), era stato consigliere e assessore prima ad Antillo e poi a S.Teresa di Riva (nell’amministrazione dell’avv. Carmelo Jaria). Grazie alla sua verve oratoria e alle sue doti umane è stato per anni uomo di punta della D.C. nella riviera ionica (corrente gullottiana),fervente sostenitore del pensiero di Don Sturzo. Componente del Consiglio Provinciale scolastico, era presente a tutte le manifestazioni culturali che si tenevano nei paesi della Val d’Agrò, intervenendo nei dibattiti in modo incisivo e originale. Fra le sue tante iniziative ricordiamo la battaglia politica per la realizzazione della diga in contrada Ranciara (mai realizzata). I funerali si svolsero nella chiesa Sacra Famiglia e la Messa venne officiata da don Egidio Mastroeni. Tante le personalità politiche presenti alle esequie( Francesco Stagno D’Alcontres, Vincenzo Lenza, Gustavo Ricevuto, Vincenzo Pavone, Salvo Cilona e tanti sindaci della Val D’Agrò) ,oltre a tantissimi semplici cittadini che lo stimavano per la sua onestà politica. Questo “figlio della Val d’Agrò” ,come amava definirsi Muscolino, riposa nel cimitero di Antillo. Alcuni mesi prima di morire il maestro Muscolino stava scrivendo dei racconti, che altro non erano che dei ricordi della sua infanzia passata a Antillo e mi chiese, se per ogni racconto-ricordo gli facessi una vignetta che rendesse visivamente quanto da Lui descritto. Quello che pubblichiamo è il primo racconto “IL  GELATO DEL MIO TEMPO FANCIULLO” scritto cinque mesi prima della sua scomparsa e la bozza della vignetta.

racconto: IL GELATO DEL MIO TEMPO FANCIULLO