fratelli LO SCHIAVO 4 EROI DI GUERRA

 

Non c’è una strada, una piazza, una targa, un cippo che a Santa Teresa di Riva ricordi il sacrificio dei quattro fratelli Lo Schiavo che si immolarono da eroi al servizio della Patria in guerra nel secondo conflitto mondiale.  E l’ultimo di quella eccezionale nidiata di undici fratelli e sorelle, Vincenzo, oggi settantottenne insegnante in pensione, continua a insistere col comune di Santa Teresa di Riva affinchè le eroiche gesta dei suoi fratelli abbiano il giusto risalto nella toponomastica cittadina. Antonio Lo Schiavo, maresciallo pilota, venne decorato con la medaglia d’argento sul campo e con la medaglia d’oro alla memoria, morì a 26 anni, nel 1943,  nel cielo di Napoli dopo una battaglia contro forze sovrastanti. Prima di Antonio erano morti Luciano e Carmelo, a 24 e 22 anni, combattendo per la Marina. Luciano era caduto sulla nave ospedale “Po” silurata ed affondata nella rada di Valona nel 1941. Carmelo era imbarcato sull’incrociatore “Pola” che affondò durante la battaglia di capo Matapan nello stesso anno. L’ultimo a cadere, Francesco, anche lui marinaio, aveva appena venti anni. Alcuni giorni prima dell’8 settembre era partito alla volta di Taranto per ritirare il foglio di congedo. Da Taranto non ha fatto più ritorno a casa. Quattro eroici fratelli a cui hanno reso onori il comune di Casalvecchio, paese di origine dei genitori, che il 4 novembre del 1978 scopri un bassorilievo nel cimitero dove sono sepolte le ceneri di Antonio, ed il comune di Fiumicino che ha intitolato una via Medaglia d’oro Antonino Lo Schiavo, per ricordare gli anni di servizio prestato in quella località dal pluridecorato maresciallo pilota. A Santa Teresa di Riva, loro comune di nascita e dove hanno vissuto fino alla chiamata alle armi, invece, niente. Nel 1983 gli dedicarono il Lungomare, nel tratto da Pozzo Lazzaro a Barracca, ma nel 1994 il consiglio revocò quella delibera perchè la Prefettura non aveva omologato la procedura seguita per l’intitolazione di molte strade. Nessuno si è preso la briga di rifare la pratica. Da allora, Vincenzo Lo Schiavo lotta per rivedere il nome dei suoi fratelli sulla targa di una strada di Santa Teresa di Riva. Ha parlato con il sindaco Alberto Morabito ed ora l’ultima speranza è riposta nel Prefetto Alecci a cui ha scritto perchè Santa Teresa di Riva “ricordi in modo tangibile il valore ed il coraggio di quei concittadini che si sono sacrificati, donando la propria vita per riscattare l’onore e la libertà della Patria”. “Forse in nessuna altra parte d’Italia ci sarà una situazione familiare che si possa paragonare ai quella dei quattro fratelli Lo Schiavo – scrive Vincenzo al prefetto – e forse a Santa Teresa di Riva e nei paesi limitrofi sono rimasti in pochi coloro che si ricordano ancora di averli conosciuti, di avere partecipato ai funerali di Antonio e della mia mamma che non li vide più tornare”. Onore e merito anche nel paese di origine ai fratelli Lo Schiavo, i cui nomi sono scolpiti nelle pagine della storia a caratteri d’oro, ma non sulle targhe delle strade di Santa Teresa di Riva. Anche se, ci dicono in Municipio, per reintitolare il Lungomare c’è qualche difficoltà. Suggeriamo l’intitolazione ai Fratelli Lo Schiavo della egualmente bella via ex campo sportivo, che, tra l’altro, è pure vicina alla casa dove vissero per così breve tempo la loro giovinezza, prima di sacrificarsi per la libertà di tutti noi.

Giuseppe Puglisi