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POZZO A CATALMO DA SALVAGUARDARE |
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Giovedì 2 ottobre i funzionari della Soprintendenza ai Beni Culturali di Messina effettueranno un sopralluogo a Santa Teresa di Riva per accertare la valenza storica e culturale dell’imponente costruzione ottocentesca che ospita un antico pozzo in contrada Catalmo con annesso acquedotto. La richiesta era stata formulata dall’amministrazione comunale che ritiene utile alla fine della conservazione monumentale far apporre il vincolo della soprintendenza. Nell’occasione il sindaco Alberto Morabito avrà un incontro con i funzionari per reiterare la richiesta di vincolo su alcuni spezzoni di vecchi acquedotti in muratura che sono stati rinvenuti in via Fiorentino e nella frazione Misserio. Per quanto riguarda, in particolare, l’acquedotto di via Fiorentino, la soprintendenza già nel 2003, in verità, aveva sollecitato il parere del comune, ma a quella richiesta dal palazzo non dettero seguito, per cui la pratica rimase in sospeso a coprirsi di polvere in qualche faldone. Ora l’amministrazione Morabito, sollecitata dall’arch. Salvatore Coglitore, tra i più appassionati cultori di storia locale, è intenzionata a chiedere il vincolo per le tre opere ritrovate nel territorio, testimonianza del nostro recente passato. A Santa Teresa di Riva sono appena otto gli edifici di interesse storico e architettonico già da tempo vincolati dalla soprintendenza: Villa Carrozza a Torrevarata, Palazzo Caminiti in via Regina Margherita a Bucalo, Torre del Baglio a Sparagonà, Torre Catalmo a Bolina, Torre dei Saraceni in piazza del Carmine, Palazzo liberty ex Atelana in via Sparagonà, chiesa S.Vito a Misserio, Villa Pugliatti a Cantidati. (Giuseppe Puglisi) |
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