FABRIZIO SERGI

regista

 

 Fabrizio Sergi   è  nato  a  Catania  il  15  maggio 1990,  vive a Santa Teresa di Riva (ME) dove ha conseguito la maturità classica al liceo classico “E. Trimarchi” e frequenta il primo anno del DAMS dell’Università degli Studi di Messina.

Una passione innata lo ha portato da sempre a  frequentare lo studio dello zio artista Nino Ucchino,  dove ha appreso le  tecniche fondamentali del disegno. L’apprendistato è legato soprattutto alla grafica, in parte alla pittura ed alla scultura. Nei suoi lavori si intravede preminente il tratto, che si sovrappone spesso alla pittura.

Ha già partecipato a diverse estemporanee nazionali di pittura e nel 2002 si è classificato tra i primi posti nella città di Comiso; si è inoltre distinto a livello regionale ad  un concorso proposto dal  Lions Club International  dal  tema “Un poster per la pace”.   

Ha esposto per la prima volta nel 2003 a Sant’Alessio Siculo presso Villa Genovesi, l’anno successivo nelle  vie del  Borgo Marino  in  occasione  della  festa  dell’Unità. 

In seguito ha presentato una mostra permanente, composta da dipinti realizzati con tecnica mista  ed intitolata “Mondo sommerso” nei locali del Museo del Mare della Pesca e delle Tradizioni Marinare “ F. Ruggeri”   di  Furci Siculo, per il quale ha anche contribuito a  curare l’allestimento grafico  degli  oggetti  in  esposizione.

Ha realizzato nel 2005 il logo ufficiale dell’Istituto Superiore “E.Trimarchi” di Santa Teresa di Riva, riproducendo lo stesso  anche sotto forma di  murales  sulla  facciata  fronte  mare.

Ha continuato a partecipare a molte altre  iniziative e  di recente ha ricevuto un riconoscimento a livello nazionale, aggiudicandosi il primo posto ad un concorso indetto dalla commissione italiana “Europa a scuola" dal tema “Pari opportunità per tutti.”  

Da qualche anno, il giovane, ispirato da tante suggestioni e dalla grande amicizia con il regista e produttore italiano Turi Vasile, si è impegnato nel ricercare un nuovo linguaggio da apportare alle immagini  interessandosi  di video editing. Questa esperienza gli ha permesso di conoscere un ulteriore aspetto dell’arte che va ogni giorno di più evolvendosi grazie ad una profonda passione. 

        Il primo corto che ha girato, dal titolo “Bar Vitelli - 40 anni dopo le riprese de Il Padrino di Francis Ford Coppola”, è stato presentato con grande successo a Savoca in occasione dell’omaggio alla sig.na Maria D’Arrigo, unica vera testimone delle storiche riprese. Il secondo corto, invece,  intitolato “Meine Blume – il mio fiore”, è stato definito un recupero della memoria ed è nato con l’intento di non dimenticare il dramma della  guerra. Si è classificato 2° nella sezione studenti alla 5° edizione della Festa internazionale del Corto di Roma (2008) indetta da il Corto.it. 

         Il suo terzo corto, premiato dall’amministrazione comunale di Santa Teresa di Riva per la forte tematica culturale, si intitola “Misserio con gli Occhi della Nostalgia”, un genere documentaristico trasfigurato  che nasce dal ricordo malinconico di una nonna che racconta, ed attraverso gli occhi del nipote, rivive con grande emozione i luoghi, le genti, le tradizioni di un tempo ormai lontano. Il tutto in un’atmosfera suggestiva che solleva le immagini dall’anonimato. Il suo penultimo cortometraggio si intitola “Come l’Araba fenice” ed è incentrato sul tema dell’intercultura: il siciliano di oggi e l’arabo di un tempo.  Infine nasce “Disonore”, un corto girato di getto in compagnia di alcuni giovani per  mettere in evidenza il problema della mafia radicato nelle nuove generazioni, l’ultimo cortometraggio si intitola “Etnoc – secretum mundi”, un corto misterioso incentrato sulla fine del mondo.

            E’ impegnato da qualche mese come regista alla realizzazione di un lungometraggio dal titolo “Nino e il padre Santo” ispirato ad una novella di Turi Vasile.

            Di recente, grazie al suo corto “Come l’Araba Fenice”, è stato selezionato come giurato per l’assegnazione del Leoncino d’oro (premio Agiscuola) alla 66ma Mostra internazionale del Cinema d’Arte di Venezia intrattenendo rapporti con grandi registi italiani tra i quali Giuseppe Tornatore.