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Storia della vita sociale di Santa Teresa Annamaria Crisafulli Sartori «Santa Teresa» di Emanuele Saitta e Salvatore Raccuglia (ed. Antonello da Messina) è la ristampa, curata dal prof. Giuseppe Cavarra, di una monografia storica che offre, attraverso una scrittura gradevolissima, una gran quantità di notizie su questa amena località della fascia ionica rappresentandone le alterne vicende della vita sociale ed economica nel tempo. Nella prefazione, Cavarra cita le espressioni di grande stima del cappuccino santateresino, Giuseppe Rigano, nei confronti di Saitta, originario di Furci, e riporta alcuni passi di grande interesse dell'opera principale di quest'ultimo («Vocabolario siciliano-italiano e italo-siciliano» intitolato «Pesci e molluschi dei mari di Sicilia») per evidenziare il modo di procedere di questo studioso, attento e meticoloso nella ricerca, chiaro e stringato nell'esposizione degli argomenti. «Con "Santa Teresa", apparso nel 1902 a Ragusa presso la Tipografia Destefano – scrive sempre Cavarra – il Saitta ci dà un libro la cui caratteristica è l'onestà che negli studi storici equivale a scrupolosa obiettività». La microstoria viene rapportata alla grande Storia con la quale le popolazioni dei piccoli centri hanno dovuto fare i conti. Dalla creazione del primo nucleo della «Marina di Savoca» sul torrente Pagliara, che alcuni storici attribuiscono ai Fenici, la narrazione giunge fino al 1867, anno in cui la sede amministrativa del nuovo Comune di S. Teresa di Riva (costituito dalle borgate della «Marina» cui nel 1853 era stata riconosciuta l'autonomia da Savoca) viene trasferita da Furci al quartiere Bucalo. Artefice principale di queste conquiste è Giuseppe Caminiti (1814-1877), ricordato in un capitolo a parte, insieme alla sua famiglia per l'impegno profuso fin dal Seicento a favore della terra d'origine. Puntuale la descrizione della morfologia del territorio attraversato da ben quattro torrenti: Savoca, Forza d'Agrò, Pagliara e Porto Salvo, responsabili di alluvioni, di cui alcune memorabili, quelle del 1763, che lasciò in piedi solo una chiesetta e poche case, e quella del 1830, «che spazzò via il quartiere della Grazia». Con pochi tratti è delineata anche l'indole combattiva degli abitanti che si palesa sia nella lotta del 1647 contro il malgoverno spagnolo, poi nella ribellione del 1820 contro i Signori di Savoca che impongono esosi balzelli, sia nell'impegno per l'autonomia, sia nella partecipazione ai moti unitari e, infine, nella lotta tenace per arginare i danni di guerre e calamità naturali, decisiva per la ripresa delle attività agricole, commerciali e industriali, che, fiorenti all'inizio del Settecento, ricevettero nuovo impulso dalla costruzione della strada rotabile Messina-Catania, nel 1828. Il libretto è arricchito di un'ampia documentazione fotografica curata dall'architetto Salvatore Coglitore. Straordinaria la foto (1905) di un folto gruppo di giovanissimi che, in tenuta da marinaretto, posano col maestro: è il «Corpo musicale "Giuseppe Verdi"». (GAZZETTA DEL SUD). |
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