| SCOPERTI I
RUDERI DELLA
TORRE AVARNA
?
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Così i proff. Saitta e Raccuglia
descrivono,nel loro libriccino “ S.Teresa”,la
Torre Avarna (o Torre Bulìna):
La torre Avarna,di cui non resta più traccia
perché demolita intorno al 1839,era un colossale cilindro
alto una ventina di metri e
composta di due piani così fatti che la comunicazione tra
l’uno e l’altro si potea facilmente interrompere per
via d’una cateratta,che s’apriva in canto della
volta.La porta d’ingresso era di fronte all’Agrò e
tutto in giro avea
finestre e feritoie;su la cima una gran colubrina guardava il
mare. Così si
esprimono i due professori nel 1899.Diciamo per completare il
discorso che
successivamente alla demolizione della suddetta torre,fu
costruita nelle
immediate vicinanze una casa-fortezza,oggi impropriamente
chiamata torre
Avarna o Bulìna(vedi
scheda casa-fortezza).
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| LA
TORRE AVARNA o BULINA
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Il
nome “Avarna” deriva dal nome del proprietario,il Duca
Avarna, di tutta quella fascia di terra che comprendeva la
zona di Barracca,proprietà che man mano
vendette a piccoli lotti per l’edificazione;l’altro nome
deriva dall’antico nome del quartiere“ Bulìna” posto a
ridosso di Barracca(vedi
planimetria).Piccola
parentesi per capire da dove deriva il nome di Bulìna.Il
nome,Bollìna,Bulìna o
Bullìna,può avere parecchie radici delle quali il
comune denominatore è “bue – mandria”:così come
“acqua stagnante,palude ”luogo erboso-pascolo
abbeveratoio o anche frantoio,torchio (la contrada è
tutt’oggi ricca di vigne ed uliveti).E per Bulìna
ancora un’altra voce etimologica si potrebbe citare Plinio
dove dice che la Sicilia produce vini tra i migliori
d’Italia,tra questi il Bulinthio,
vino dal sapore del miele,che secondo alcuni potrebbe
essere il moscatello dolce .Chissà che questo vitigno
non crescesse anche nelle feraci vigne di Bulina e
che i legionari di Sesto Pompeo Magno,quella notte del 36
a.C.,mentre erano accampati
presso la città di Phoinix,non l’abbiano bevuto?
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| LA
SCOPERTA |
| Torniamo
alla Torre Avarna.A circa 100 metri di distanza,in direzione
nord-ovest, dalla suddetta casa-fortezza esistono degli
antichi ruderi che sicuramente facevano parte di qualche
edificio importante.Si nota un muro di cinta che in antichità,delimitava
il confine col torrente Agrò,con un ingresso posto
soprastante alla strada di accesso (allargata e asfaltata da
qualche mese).Tale ingresso, è posto proprio di fronte al
torrente Agrò,(vedi
foto 1-2)ed
è imponente;esso è costituito da un arco a tutto sesto
che in origine era contornato da blocchi di pietra cimino
(ancora se ne vedono le tracce)(vedi
foto 3).La
larghezza,dell’ingresso è di circa m.2,50 e l’altezza di
circa m.4,00. All’interno si notano muri in parte diroccati
ed ortogonali tra loro(vedi
foto 4), qualcuno
ancora ha l’arco in pietra lavorata,in buono stato(vedi
foto 5).Quindi se ne
deduce che oggi dove vi sono piantate le piante dei limoni
prima c’era una costruzione,probabilmente una postazione di
controllo,cioè un edificio fortezza (i ruderi della torre
Avarna?).Vicino l'ingresso c'è in un angolo anche un antico
pozzo.Bisognerebbe fare dei sopralluoghi,all’interno del
terreno dove insistono i ruderi,onde poterne accertare il
periodo di edificazione ed eventualmente il tipo di
destinazione originaria. La posizione è strategica,infatti
domina tutto il torrente Agrò ed il Capo di S.Alessio (vedi
foto 6) Qualche persona
anziana del posto ci ha detto che era un edificio dove ” c’erano
i monaci “ dove una volta c’era “ un convento”
.Al momento non risulta,in nessun documento storico,che
anticamente nella Marina di Savoca esistessero conventi o edifici
similari. Possibilmente l’edificio-fortezza ha
ospitato ,tra gli altri, anche dei monaci viandanti che
pernottarono e
magari si fermarono per un certo periodo. Auspichiamo un
sopralluogo,da parte della Soprintendenza,affinché
tali ruderi siano studiati ed eventualmente salvaguardati.
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| Ringrazio il prof. Enzo
Pugliatti per le notizie sull'etimologia di " Bulìna
". |
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