MICHELE
CRISAFULLI MONDIO
O n o r e v o l e
Michele Crisafulli Mondio nacque a
Messina il 19 marzo 1881(-vedi foto 1-). Il padre Francesco era di nobili origini
savocesi mentre la madre,Amalia Elvira Mondio, discendeva da una illustre
famiglia messinese,perita interamente nel terremoto del 1908,(si salvò solo
lui,forse perché giocava a carte in casa di amici).Ereditò un grandissimo
patrimonio , consistente in grandi proprietà di case e terreni nel comune di
Savoca,di S.Teresa di Riva e di Capo d’Orlando.Sin da giovane si è dedicato
alla vita pubblica con vera passione,sostenendo aspre battaglie politiche.Dopo
il tremendo terremoto si trasferì a S.Teresa di Riva dove aveva un
fabbricato,tuttora esistente,(-vedi foto 2-3-)con annesso
parco sottostante prospiciente la via
Lungomare,mentre a monte della via F.Crispi (ad angolo con la via delle
Colline)possedeva una caseggiato a un piano(-vedi foto 4-)(demolito negli
anni ‘70,oggi al suo posto c’è un fabbricato a sei piani)con terreno che
confinava con la ferrovia.Inizialmente era politicamente agganciato con il Duca
di Cesarò,in secondo tempo aderì al fascio,che trovò consone al suo
carattere,alla sua indole,e anzi ne divenne il più importante assertore ed
esponente di Messina e provincia.Michele Crisafulli Mondio aveva sposato una
bellissima donna Gigliola Artiglia ,che alcuni dicevano fosse attrice.Il
Crisafulli aveva una nipote Righetti Aldea,che sposò l’avv. Luigi Ragno(-vedi foto 5-)(-vedi
pagina a Lui dedicata-),da qui nacque una stretta collaborazione tra i due. Il Crisafulli,grande proprietario di agrumeti,nel
’25 fu nominato Commissario alla Camera Agrumaria e così nel 1927 si costituì
il C.I.F.A.C. ( Consorzio Italiano Fabbriche di Acido Citrico)Strettamente
collegata al limone fu la “ Citrica ” ( dall’aggettivo – citrico
-acido che si trova nel limone) industria sorta proprio nel terreno del
Crisafulli,nella zona di Bucalo sulla via Sparagonà,(-vedi
foto 6-) che lavorava gli agrumi, e si estraevano
oli essenziali e derivati minori,aveva
una produzione giornaliera di 12 q. di acido citrico.Tale industria non fu ben
vista dai commercianti di limoni,i quali videro in essa una grande
concorrente,padrona assoluta del mercato e, quindi la osteggiarono.La prima
auto a S. Teresa di Riva l’ebbe Crisafulli;quando passava per la strada,a
secondo le stagioni,sprizzava fango per tutte le parti o alzava un polverone
enorme. Purtroppo la via Nazionale,era ancora una vecchia trazzera ,percorsa
solo da carri e carrette.Il Crisafulli verso il 1927,fece costruire un
lastricato in pietra lavica, (che andava dall’elettrauto Mantarro fino al Borgo
Marino). Era risaputo in provincia,ed anche fuori che il Crisafulli per il suo carattere
non ammetteva certi atteggiamenti.Nel 1907 fu eletto sindaco di S. Teresa di
Riva(successe al cav. Francesco Paolo Caminiti) e ci rimase fino al
1915. A tal proposito si ricorda di un duello avvenuto tra il Crisafulli e il
Caminiti;quale sia stata la causa a determinarlo,non è dato conoscerla,fatto
sta che i due si sfidarono e si affrontarono in duello con la pistola.A quei
tempi gli uomini di un certo ceto sociale,definivano le loro questioni
personali duellando.La notizia destò enorme impressione in paese. La moglie del
Caminiti,conoscendo il carattere impulsivo del marito era in forte
apprensione.Qualcuno addirittura ci fece alcuni versi: “ Donna Betta non
cianciti- ù Cavalieri è valurusu- si lu mancia a ddu carusu”. Il giovane
Crisafulli fu ferito ad una gamba.da quel momento divampò una lotta
furibonda.Il sindaco Caminiti,resosi conto della situazione di impotenza decise
allora,nel 1905 di dimettersi.Nel 1915 il Crisafulli fu eletto consigliere
provinciale (successe all’avv. Domenico Scarcella)(-vedi foto 7-)Il Crisafulli
nel 1924 si presentò nella lista fascista e fu eletto deputato.Spesso organizzava delle manifestazioni e comizi a
S.Teresa di Riva (-vedi articolo 8-),dove si svolgeva pure la Colonia
marina,proprio sotto piazza Municipio (-vedi foto 9-10-) da 5 luglio
al 10 agosto .La prima camera del fascio di S.Teresa era proprio nel caseggiato
,di sua proprietà in via F.Crispi lato monte.In questo unico vano,abbastanza
ampio,c’erano tutti gli attrezzi per lo sport: pertica,parallele,fune,ecc.Si
praticava anche lo scherma.Dietro questo vano c’era una stanzetta dove si
giocava a carte.La sede del Fascio,poi, fu trasferita dirimpetto la scuola
elementare L.Petri nel fabbricato di proprietà Macherione (-vedi foto 11-).Nel febbraio
del 1927 fu nominato Segretario Federale di Messina e successivamente
Presidente del Patronato Nazionale Messinese(-vedi articolo 12-). Nel 1929
per contrasti interni al partito fu costretto a rifugiarsi ,per un breve
periodo ,in Spagna.Fu sicuramente il personaggio chiave della politica Messinese di quegli anni (-vedi foto 13-). Morì a
Savoca il 26 giugno 1943 (durante lo sfollamento)all’età di 62 anni.
Notizie tratte da:
Storia di S.Teresa di Riva di Giuseppe Caminiti
Gazzetta di Messina e delle Calabrie del 4 gennaio
e del 29 marzo 1927.
Ringraziamo per la gentile
collaborazione la dott.ssa Osanna Rifatto.