RUSSO  GATTO  ANTONINO

(Messina,1808 – Furci di  S. Teresa di Riva,1868)

                    - Commerciante –

 

Una tomba marmorea posta all’ingresso della ex chiesa del Convento dei frati Cappuccini di Savoca racchiude i resti mortali di Antonio Russo Gatto;su di essa vi è impressa una scarna scrittura:

“ Antonio Russo Gatto di anni 59 il 10 maggio 1868 Alla desolata famiglia e ai poverelli era rapito”.

 Il Russo Gatto fu,come il padre Giuseppe che operò in Messina,un grosso commerciante,ricco di capitali e di spirito di iniziativa;verso il 1840,dalla natia Messina,egli,si trasferì in Furci,allora marina di Savoca,impiantandovi due magazzini per la commercializzazione dei cereali e,per primo in tutta la riviera ionica,una fabbrica per la lavorazione industriale degli agrumi.Il Russo Gatto,per avviare le sue attività,tra l’altro,ottenne in gabella da maestro Pietro Lopez del fu Gregorio,trafficante,diversi magazzini al prezzo di onze 17 annue e affittò,da don Giovanni Fazio di Domenico,una casa a solaio con magazzino sottostante e spiazzo all’entrata.L’importanza della figura di don Antonino Russo Gatto nel contesto generale dello sviluppo della marina di Savoca è chiaramente comprovata da quanto scritto a tal proposito da S.Raccuglia e A.Saitta nel libro “S.Teresa”del 1899. “Allora la marina di Savoca godea già di una certa importanza,il suo nome correa la riviera da un capo all’altro,si celebravano i vini e gli oli delle sue campagne,si vantavano sino a Messina le sue paste alimentari,si cercavano sino a Catania le sue sete.E l’abitato ingrandiva a vista d’occhio lungo lo stradale…la borgata di Furci acquistava una preminenza assoluta nel traffico,anche per i forestieri che venivano a stabilirvisi tra i quali si ricorda il sig. Antonino Russo Gatto,ricco negoziante di Messina,che nel 1844 vi aprì due grandi magazzini di legumi e di cereali e poco dopo una fabbrica di limone,agrocotto e cremor di tartaro…” Scrive,nel 1851,in un manoscritto,in modo più approfondito Giuseppe Caminiti di Angelo,per corroborare la richiesta della nascita di un nuovo comune nelle frazioni della marina di Savoca alle autorità borboniche,che “ nella marina sorge una fabbrica di cremor di tartaro, e di essenza di limone mantenuta dal negoziante D. Antonino Gatto Russo nella quale più di cento operai lavoravano diariamente”. Nel 1857,in tarda età,mentre era all’acme della sua potenza economica,il Russo Gatto,si sposò con Antonia Prestipino di agiata famiglia savocese e questo spiega l’esistenza della sua tomba nel Convento dei Cappuccini;dall’unione nacque nel 1860,in Savoca,un figlio chiamato Giuseppe che,nel 1882,qualche anno prima della Laurea in giurisprudenza,morì in Messina.Un’altra figlia,nata qualche anno prima,invece,andò in sposa a certo Baresi di Barcellona P.G. Una cosa è certa al tempo in cui operò don Antonio Russo Gatto nel territorio di Savoca sorgevano piccole industrie agrumicole,vinicole e seriche e l’agricoltura era moderatamente sviluppata;la gente ,qui veniva a stabilirsi da altri posti,per cui è lecito arguire che la politica economica post-unitaria,danneggiò notevolmente il tenore di vita della nostra gente,facendo scomparire l’industria locale e l’agricoltura autoctona. Del resto non ci risulta da alcun documento che altra fabbrica al di fuori di quella impiantata da don Antonino Russo Gatto,in Furci,abbia mai occupato più di cento operai per cui si può senz’altro affermare che egli fu il più grande imprenditore di tutti i tempi della marina di Savoca e suoi dintorni.Dai lasciti del Russo Gatto derivò la successiva presenza,in Furci,di fabbriche agrumicole,fra le quali vanno annoverate quelle della famiglia Stracuzzi,che assicurarono al paese,nei tempi d’oro,periodi di discreto benessere.Dopo la sua repentina morte,avvenuta il 10 maggio 1868 in Furci,che chiuse un capitolo relativamente felice della storia economica del comprensorio della nostra provincia,per volere della famiglia Prestipino,il corpo del Russo Gatto fu pomposamente trasportato nel convento dei Cappuccini di Savoca e traslato in un sarcofago di marmo bianco e merita una visita e una preghiera.

 

Riportiamo,un breve sunto di un atto notarile che documentano l’attività del Russo Gatto.

  

     Da notar  Sebastiano   Mirone di Pagliara

            Atto Rep. 189 pag. 459 vol. 3186.

 

…il 30 settembre 1852 nella marina di Savoca innanzi a me notar Mirone Sebastiano si sono presentati il sig. Antonino Russo Gatto domiciliato nella marina di Savoca frazione Furci e Giuseppe Cacopardo trafficante e vetturale residente in Giardini… dichiara esso Russo Gatto che una quantità di acro limone che egli ha acquistato si trova nella contrada Pagliaro territorio di Giarre,altra quantità nella contrada “Acquicella”,altra quantità nella piana di Calatabiano che si trova ai trappeti del Principe di Palagonia e altra quantità che si trova al trappeto del sig. Geremia nel territorio di Mascali. Dovendosi detto acro limone portate nella fabbrica di detto Russo Gatto nella marina di Furci si richiede l’opera e l’industria di una persona che si incaricasse del trasporto e i servizi relativi.La mercede è stata così convenuta: -Ducati 1 e Grane 70 per il trasporto di ogni botte di acro limone di salme 6 e Quartare 2…

 

pagine tratte dal libro:

Le Catacombe del Convento dei Cappuccini di Savoca.Storia e Personaggi.

Santo Lombardo.1995.