La Torre del Baglio ancora oggi esistente,nel quartiere Bucalo,in via Sparagona',nei pressi del ponticello delle F.F.S.S. è in pessimo stato di conservazione.La struttura muraria portante è costituita da pietrame a faccia vista e nei quattro spigoli,in origine,c’erano dei  grossi blocchi di pietra cimino squadrate (tipo contrafforti,ancora oggi,in parte,visibili) . Assieme alla torre Catalmo è la piu' antica torre oggi esistente.La suddetta torre,prende il nome da un ampio cortile(dall’arabo bahal,in siciliano Bagghiu)in mezzo al quale si erigeva assieme ad alcune case.A pianta quadrata è senza la copertura,in origine era a due piani,divisi da una volta cieca (ancora oggi esistente,piena di erbacce e terriccio ) , cosicché si saliva al piano superiore per mezzo di un terrapieno (in parte ancora oggi esistente nella parete che prospetta sul lato ovest).

 

    Le due finestrelle,leggermente arcuate,a piano primo,che si affacciano ,una sul lato sud(via sparagonà) e l’altra sul lato est,sono originali.Mentre la finestra (a p.1°) lato nord e la porta (a p.Terra) lato est,ad arco ribbassato,sono state aggiunte (o ampliate) in quanto sono riquadrati da mattoni. A piano terra lungo la via Sparagonà tutta la facciata è intonacata(compresa una piccola finestra con grate) a seguito della realizzazione del muro di confine ,con la suddetta via.Adiacente alla torre ,verso il lato nord,esiste ancora un antico pozzo (residuo dell’antico baglio?) , utilizzato fino a pochi anni fa per irrigare il giardino di limoni,ancora in parte esistente dietro le nuove costruzioni residenziali.

 

     Addossato alla parete lato est,fino a pochi anni addietro esisteva,un piccolo casotto coperto a tegole ,che fu demolito al fine di potere ampliare l’accesso,per le palazzine residenziali edificate nel terreno retrostante. Il troncone che oggi né è rimasto è logoro per l’incuria del tempo e non solo. La parete lato sud,che si affaccia su via Sparagonà,è in sommita' staccata dall'altro muro,rendendo pericoloso il transito,sia pedonale che carrabile. E’ in condizioni di assoluto degrado, e urge di un immediato restauro e consolidamento statico.Alcuni documenti acquisiti,agli atti dell’archivio storico di Savoca (cui anticamente la torre apparteneva),risalenti alla fine del ‘500,hanno portato alla luce aspetti sconosciuti della Torre.

 

     In quel tempo,la struttura era di proprietà del nobile savocese Santoro Crisafulli, giudice della Regia Gran corte,luogotenente dello Stratigò di Messina (seconda carica della città),delegato Vice Regio,Giudice del Concistoro e Regio Consigliere. La torre,dal XVI° secolo in poi,non svolgeva funzioni militari,ma civili,serviva cioè per potere difendere i contadini dai pericoli esterni ( il timore delle depretazioni si mitigò solo verso la fine del XVIII ° secolo).Durante la rivoluzione antiborbonica alla fine di marzo del 1849,la torre e il caseggiato,furono attaccati e danneggiati dalle truppe borboniche che avanzavano, da Messina verso Catania,allo scopo di punire la famiglia di Don Angelo Caminiti che,ivi,deteneva un cannone, usato per bombardare il naviglio Regio.

 

     I Regi l’indomani operarono uno sbarco nella marina di Savoca (nel quartiere di Bucalo) e quindi la domenica delle Palme si diedero al saccheggio, rubando quanto potevano trovare di oggetti preziosi,sfondando botti e giare perchè il vino e l’olio si disperdesse,bruciando quello che altrimenti non potevano devastare (un certo Nino Gregorio fu preso a nerbate che il poveretto,ne risentì per sempre).Incendiarono e saccheggiarono il caseggiato dinanzi la torre,dove abitavano i Caminiti,che fu reso inabitabile e,infatti,fu abbandonato.Il giorno dopo,però,il Caminiti,riuniti gli abitanti dei dintorni, assalirono gli invasori,ingaggiando battaglia,li respinsero e costrinsero i superstiti ad imbarcarsi e a prendere il largo.Proprio di fronte a detta torre (aldilà di via Sparagonà ) esistono ancora, i ruderi del caseggiato,che fu di proprieta’ di don Angelo Caminiti (1781-1855) proprietario anche della torre fino alla meta’ dell’800,l’artefice della nascita e fondatore di S. Teresa di Riva (alla sua morte fu sepolto nella vecchia chiesa Madonna del Carmelo).La torre fino ad anni recenti è appartenuta alla famiglia Gangemi,oggi ne sono proprietari i Sigg. Mastroeni e Pagliuca.