La Torre dei Saraceni sorge presso la Chiesa Madonna
del Carmelo,in mezzo al
quartiere di Bucalo,e prospetta sulla
piazza in via Regina Margherita.E’ di forma cilindrica a tre
piani fuori terra oltre un piano interrato.Con un unico ambiente per piano,è in
discreto stato di conservazione (di proprietà dei Sigg. Cardillo,è destinata ad
abitazione)anche se in molti tratti della facciata manca l’intonaco.Il piano
interrato in origine era piano terra,poi con le innumerevoli inondazioni del
torrente Savoca,la quota del terreno si è innalzata fino alla quota
attuale.L’accesso al piano interrato avviene tramite l’edificio Pellèri. Si
chiama torre dei Saraceni non perché fosse stata da questi costruita,ma perché
era stata edificata a guardia contro i Saraceni (tutti i pirati di allora
venivano chiamati Saraceni),in effetti la suddetta torre non svolgeva funzioni
militari (almeno dopo il XVI° secolo),ma serviva per potere difendere i coloni
dai pericoli esterni ( principalmente assalti di predatori ).
Nel sec. XV°, l’Archimandrita Alfonso d’Aragona,Signore di tutto il
territorio savocese,offerse, a chi voleva coltivarle le terre della
marina,franche da qualsiasi onere.Tra gli altri vi si stabilì una nobile famiglia
di nome “ Bucolo ”,la quale,molto probabilmente,andò
ad abitare in un ”Palazzo Archimandridale”(residenza
estiva,fino al 1480,dell’Archimandrita)edificato accanto la torre e alla
chiesetta padronale (del 1507) dedicata al Nome di Gesù (demolita il
24/06/1929,per fare posto alla chiesa attuale) e i pochi abitanti del borgo
partecipavano ai sacramenti.Dai fratelli Bucalo,la proprietà passò nel 1780 al
Marchese Carrozza,che successivamente (1890) la divise in lotti e la vendette a
diversi proprietari (Crisafulli, Fiorentino, Pellèri,Micalizzi,etc.etc). Nel
1895,il nuovo proprietario della torre, il Sig. Giuseppe Pellèri (Ing. delle
Ferrovie di Prato) ampliò e sopraelevò il fabbricato originario esistente
(residenza estiva dell’Archimandrita e successivamente abitato dalla famiglia
Bucolo) ,inglobando in esso la detta torre.
Con la suddetta costruzione,la torre
fungeva da collegamento,tra la parte di fabbricato adiacente la chiesa
(demolito) e il fabbricato vero e proprio (così come si vede ancora
oggi).Durante il corso dei lavori ridusse l’altezza,della detta torre, modificò
la copertura (in origine era a volta,tipo dammuso,oggi piana)aggiunse le
tipiche merlature delle torri medievali, modificò,il numero e lo stile,delle
aperture e realizzò un balconcino(sul prospetto lato ovest). Nel 1929 con la
demolizione della vecchia chiesetta,viene demolita anche la parte di fabbricato
a nord della torre (per dare piu’ spazio alla nuova Chiesa) quindi la torre è
stata in parte liberata,cosi’ come si vede oggi.La muratura portante della
torre è in pietrame,tranne vicino agli infissi,che è in mattoni pieni.
Nella facciata lato est (quella prospetta
sulla piazza) vi sono tre finestre allineate in stile gotico,una per piano;se
poi guardiamo bene a Piano Terra nello spigolo nord-est,si notano,tracce del
muro della vecchia chiesa.A piano primo rimane,come sospesa per aria,metà della
finestra del fabbricato demolito assieme alla vecchia chiesa. Nella facciata
lato nord,(la più danneggiata e il cattivo stato di manutenzione),a piano terra
(dove era ubicato il coro della chiesa) notiamo,parte della muratura
originaria,della torre;a piano primo c’è una porta,sempre in stile gotico, che
si affaccia sulla chiesa da un balconcino a petto,con una ringhierina in ferro
battuto,mentre al piano secondo una porta murata con mattoni pieni,tale porta
collegava la torre alla parte di fabbricato demolito.
Nel prospetto lato ovest c’è una finestra
a piano terra,un balcone a piano primo (in parte occupato da una struttura precaria
in alluminio),a cui si accede dal fabbricato,e al piano secondo un’altra porta
murata. La sommità della torre è coronata da una serie di lunette ad archi
acuti sottostanti una merlatura,il tutto realizzato in mattoni dal Sig.
Pellèri.L’accesso alla torre è previsto dal suddetto fabbricato. Dicono gli
anziani del luogo che anticamente fosse collegata alla torre dei Bagli, che
dista in linea d’aria circa 250
metri,ma di fatto non si è mai accertato nulla di concreto,comunque alle spalle
della torre ,a circa 15 metri verso ovest,esiste ancora oggi,anche se non più
accessibile, un sotterraneo,adiacente ad un pozzo ,che porta al cantinato
dell’edificio,coperto da steppaglie e materiale vario.Qualcuno del posto ancora
ricorda che quando ci fu l’alluvione del 1958,il suddetto cantinato si riempì
di acqua e fango e siccome allora era adibito a ricovero di maiali,morirono
tutti; per recuperare le carcasse si è dovuto accedere con un canotto di gomma
a remi.